Catarifrangente 3D

Usa questa applet in 3D per comprendere, secondo il modello dell'ottica geometrica, il funzionamento del catarifrangente. Esempio di applicazione della legge di riflessione su specchi piani.
Trascina il punto giallo per cambiare la direzione (posizione) della sorgente, che si suppone molto lontana e quindi non direttamente visibile nella app, e/o trascina il punto grigio scuro sulla faccia del cubo per cambiare il primo punto di incidenza su uno specchio del catarifrangente. Trascina il punto blu all'estremo dello spigolo del catarifrangente per ruotare il catarifrangente sul tavolo e/o trascina col puntatore lo sfondo per ruotare la vista grafica3D. Potrai trovare il punto migliore da cui osservare (secondo me, ad esempio, è bello vedere la scena dall'alto...) Un catarifrangente è un sistema ottico formato da tre specchi piani mutuamente perpendicolari tra loro. In pratica i tre specchi sono disposti a formare tre delle sei facce di un cubo. in modo che ci sia un vertice in comune alle tre facce. Il catarifrangente ha lo scopo di rimandare tutti i raggi incidenti su uno dei suo tre specchi verso la sorgente che li ha emessi. Questo è vero se si suppone che la sorgente sia molto lontana, rispetto alle dimensioni del catarifrangente, dal catarifrangente e se il raggio incidente riesce a compiere tre riflessioni prima di uscire dal catarifrangente. Con tale ipotesi tutti i raggi incidenti sul catarifrangente provenienti dalla sorgente sono tra loro paralleli. l'insieme dei raggi del fascio incidente che compie una tripla riflessione forma un fascio di raggi paralleli (quindi della stessa forma di quello incidente) che emerge dal catarifrangente e si dirige verso la sorgente. nell'immagine seguente un esempio di vero catarifrangente: una superficie è tassellata con piccoli semi-cubetti riflettenti (uno di questi semi-cubetti è evidenziato in bianco nella figura). questi semi-cubetti hanno dimensioni dell'ordine del millimetro e tutti assieme fanno la dimensione complessiva del dispositivo che si comporta come un catarifrangente. Con la tecnica della tassellazione mediante piccoli catarifrangenti è possibile costruire catarifrangenti anche di "grandi" dimensioni. Infatti a "rispedire al mittente" i raggi incidenti sul dispositivo sono i minuscoli catarifrangenti che rispettano la condizione di essere lontani, rispetto alle proprie dimensioni, dalla sorgente da cui provengono i raggi incidenti sul dispositivo. Prova anche l'applet "catarifrangente 2D" per vedere il diverso comportamento del catarifrangente nel caso di sorgente vicina ... Buon divertimento.